Fuoco e legno, un rapporto pieno di miti da sfatare

Sicurezza, sostenibilità e innovazione

Perché le case in legno abitabili sono meno pericolose in caso di incendio?

Tutti noi ci ricordiamo l’11 settembre 2001 e i nostri ricordi evocano immagini simili: due grattaceli a New York che vengono colpiti da altrettanti aeroplani di linea nel giro di pochi minuti e cominciano ad andare a fuoco, per poi collassare su se stessi, improvvisamente. Da questa tragica vicenda possiamo partire per sfatare uno dei cliché più abusati riguardo le abitazioni in legno, e cioè che sono più pericolose se avvolte dalle fiamme. Il legno ha infatti questa importante caratteristica dalla sua parte: si consuma, ma non crolla mentre sta bruciando.

La cosa interessante consiste nel fatto che il fuoco avanza lentamente in una superficie legnosa e non altera le caratteristiche fisiche del materiale; ciò comporta una maggior possibilità di fuga in caso di incendio e una migliore capacità di intervenire per i soccorritori chiamati al salvataggio di persone intrappolate nell’edificio.

Lo stesso discorso non vale invece per l’acciaio o il mattone, materiali che vengono notevolmente alterati dal calore: il primo ad esempio, una volta che la temperatura sia giunta a 500° C comincia a deformarsi, perdendo le sue caratteristiche strutturali. Ciò è molto pericoloso se si considera il fatto che a temperature del genere l’edificio può crollare di schianto, lasciando un cumulo di macerie: questo è quello che è avvenuto alle Torri Gemelle in seguito all’incendio scaturito dall’attentato.

Pensare che la sua temperatura di fusione, cioè quando il materiale si liquefà, è a 1500° C, molto più alta quindi di quanto serva invece per farlo crollare.

 

RESTARE IN PIEDI – Studi moderni hanno dimostrato che una parete in legno, costruita con appositi criteri, può non crollare se sottoposta a temperature di volte 1000° C per più di due ore. Un risultato eccezionale e forse per alcuni sbalorditivo ma che rende bene l’idea di quello che è uno degli aspetti più positivi delle case in legno abitabili: la loro sicurezza. Oltre infatti alla resistenza contro i terremoti, questo tipo di abitazione garantisce una tenuta maggiore anche in caso di incendi. Una volta che le fiamme avvolgono un pezzo di legno, sulla sua superficie si viene a creare un sottile strato carbonizzato che è scarsamente conducibile e perciò permette di rallentare l’espansione dell’incendio. Non significa che il legno non bruci, ma che perda più lentamente la propria struttura molecolare. D’altro canto l’acciaio, pur essendo considerato materiale da costruzione non infiammabile, senza adeguate protezioni, ha una resistenza al fuoco decisamente scarsa: per via della sua elevata conducibilità, solo dopo 5 minuti dalla sua esposizione alle fiamme può arrivare ai 500° C, temperatura che compromette la stabilità delle sue molecole. Basta aspettare altri 10 minuti con questo tipo di temperature e l’edificio potrà crollare da un momento all’altro, senza alcun preavviso.

In realtà il cemento, che quasi sempre ricopre l’armatura d’acciaio, è un materiale a bassissima conducibilità, ma al suo interno ha un potenziale distruttivo non indifferente. Inoltre se pensiamo che per produrre 10 kg di acciaio ne occorrono 9 di anidride carbonica, questo dovrebbe farci riflettere sull’impatto ambientale del suo impiego.

Scegliere case in legno abitabili è una scelta sicura e sostenibile, proprio come lo è optare per le soluzioni di Biolegno Umbria. Per scoprirle basta contattare il numero telefonico 366.7462101, o direttamente qui per un sopralluogo e un preventivo gratuiti.